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L’ansia è come una spinta: o ti blocca o ti fa volare.Scegli tu.
L’insonnia non è il problema, ma il messaggero.Decifriamo il suo codice.
I MIEI ARTICOLI
Le regole di igiene del sonno sono un buon inizio per trascorere delle notti di buon sonno. Queste regole sono l”insieme dei comportamenti che in modo naturale e fisologico contribuiscono ad ottenere una buona qualità del del nostro dormire. Talvolta infatti, abitudini di vita scorrette si ripercuotono sulle nostre notti, conducendo talvolta a disturbi che col tempo possono cronicizzarsi. Seguire le corrette norme d’igiene del sonno spesso, previene, allevia e in qaualche caso elimina le difficoltà legate al sonno, evitando anche il ricorso a farmaci ipnotici che, sebbene diano immediato sollievo, possono generare dipendenza e riproducono un sonno non naturale e poco riposante, alterandone la struttura fisologica di base.
Nonostante possano sembrare scontate non lo sono, molti di noi infatti non le rispettano.
Seguire le regole di igiene del sonno è sicuramente un buon inizio per superare alcune delle difficoltà legate al nostro cattivo dormire, ma è importante ricordare che non rappresentano l’unica soluzione per migliorare i problemi di insonna. E’ scientifaicamente dimostrato che se non abbinate ad altre tecniche specifiche nella maggior parte dei casi non potano alla risoluzione del problema insonnia, nonostante si riscontri un miglioramento.
Le Regole di Igiene del Sonno Per informazioni consultare la pagina psicologo online dove troverete i contatti della Dr.ssa Bottasini.
Informazioni sull’ insonnia–> link
Informazioni sul trattamento dell’ insonnia offerti dallo studio Psicologo a Milano –> link
Ulteriori consigli per una buona notte di sonno –> link
Dr.ssa Valentina Bottasini
Psicologo Clinico
Studio ” Psicologo a Milano”
www.psicologoamilano.com
Le persone che soffrono di depressione spesso non sono in grado di completare le attività quotidiane e non traggono piacere da attività che in precedenza apprezzavano. Vi è una perdita di esperienze positive associate a un senso di realizzazione e una perdita del piacere derivato dal completamento delle attività quotidiane. Queste perdite comportano talvolta la sofferenza anche di chi sta vicino a colui che soffre di depressione. In genere il depresso si sente in colpa perché non riesce più a svolgere i propri compiti e si considera l’unico responsabile di eventuali problemi familiari.
Le persone depresse spesso si preoccupano per il futuro e hanno pensieri negativi su se stessi e sulle circostanze in cui si trovano a vivere. Questi modelli di pensiero sono molto dannosi, in quanto riducono la capacità di una persona di concentrarsi sul recupero e tendono ad aumentare la loro vulnerabilità ad altre emozioni e comportamenti non salutari e spesso negativi.
Le persone depresse spesso sperimentano irritabilità ed agitazione, talvolta lamentano spossatezza. A volte chi soffre di depressione si sente frustrato e infastidito dal fatto che non ha l’energia per fare niente e tende a prendersela più facilmente con chi li circondana. Irritabilità, agitazione e la fatica sono spesso aggravate dai cambiamenti del sonno e altri sintomi associati alla depressione, come i pensieri negativi. Ad una osservazione esterna il depresso grave appare affaticato, mostra un rallentamento di tutti i movimenti, il viso è triste o indifferente e difficilmente cambia espressione. I colloqui spontanei con chi gli sta accanto divengono rari e, se gli vengono rivolte domande dirette, risponde brevemente
I cambiamenti nei ritmi del sonno (sia dormire troppo o difficoltà a dormire) sono comuni nelle persone con depressione. Il sonno frammentato può far sentire in modo accentuato alcuni sintomi della depressione oltre a rendere la comunicazione, la routine e le attività più difficili e frustranti. Sintomi dell’insonnia–> link
Le persone depresse si sentono solitamente intrappolate e senza speranza nella loro situazione, e talvolta hanno pensieri suicidari. Quando il loro stato d’animo migliora questi sentimenti vengono sostituiti da una prospettiva più positiva e vengono viste più opzioni per il futuro.
L’appetito è generalmente ridotto in chi ha un umore depresso.la persona depressa mangia poco o non mangia affatto e dimagrisce talvolta in maniera evidente. Altre volte le abitudini alimentari diventano irregolari, il paziente mangia poco o soltanto particolari tipi di alimenti, non rispetta i pasti principali o mangia frequentemente. Talvolta l’appetito aumenta ed il paziente consuma in particolare cibi dolci.
Per Informazione contattare la dottoressa Bottasini via mail: dr.bottasini@gmail.com
Per consigli su come iniziare ad agire sulla depressione andate sul segurente link:
Per una visone dei sintomi dal punto di vista delle aree funzionali consultate il sito http://depressionesintomi.it/
Dr.ssa Valentina Bottasini
Psicologa Clinica
Studio Psicologo a Milano
www.psicologoamilano.com
Il termine depressione è utilizzato per descrivere varie esperienze. Per molte persone essere depressi significa sentirsi tristi, abbattuti, delusi, distaccati e distanti o turbati. Una persona può provare queste emozioni senza essere considerato clinicamente depresso. I sentimenti di tristezza, sono generalmente brevi e non hanno un effetto sul normale funzionamento della persona.
La depressione clinica è un emozione, uno stato fisico e cognitivo intenso e di lunga durata, ed ha un significativo effetto nella vita di tutti i giorni della persona. Approssimativamente 1 su 5 almeno una volta ha avuto un episodio di depressione clinica nella sua vita.
Depressione e tristezza. È molto importante distinguere la depressione dalla tristezza naturale che si prova dopo delle perdite come un lutto. Anche se il dolore associato ad una perdita è spesso intenso e di lunga durata, alcune emozioni sono sane in risposta alla perdita e permettono alla persona di adeguarsi alle nuove circostanze di vita. La depressione invece ha un significativo effetto rovinoso su molti aspetti della vita di una persona. È importante considerare le cause e gli elementi che mantengono la depressione per poi sostituire alcuni pensieri ed atteggiamenti per migliorare la depressione stessa. Questo potrebbe comportare che una persona si avvicini agli stress della vita o alle relazioni in modo diverso, recuperando l’autostima e la riconnessione con suoi valori.
È utile per le persone depresse capire che cosa è e non è la depressione. La depressione:
Dr.ssa Valentina Bottasini
Psicologa Clinica
Studio Psicologo a Milano
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L’insonnia insieme ai suoi sintomi viene definita come la difficoltà ad “addormentarsi e/o a mantenere il sonno”, come un “sonno non ristoratore, povero di qualità”, o la “disposizione a svegliarsi troppo presto la mattina” tale da non far sentire bene la persona durante la giornata.
Queste difficoltà persistono nonostante vi siano adeguate circostanze per un buon sonno
Per informazioni sul trattamento consultare la pagina Trattamento per l’insonnia
L’origine dell’insonnia e dei suoi sintomi spesso è multifattoriale ed è diversa da persona a persona per le cause, la gravità e la durata. Frequentemente l’insonnia dipende dagli orari sballati e dallo stress.
Dr.ssa Valentina Bottasini
Psicologo clinico
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Andare dallo psicologo non è mai una scelta semplice.
Innanzitutto bisogna chiarire che esiste una differenza non trascurabile tra andare dal medico o dallo psicologo.
Il primo incontro con lo psicologo è molto importante, è l’inizio di una nuovo rapporto umano in cui è fondamentale potersi trovare a proprio agio, accolti e capiti. Questi sono i fondamenti della relazione paziente-psicologo.
La scelta di un primo colloquio esplorativo è una scelta molto saggia da parte di chi ha intenzione di iniziare un percorso volto alla migliore comprensione di sé.
Un primo incontro offre la possibilità di conoscersi, di sperimentare e saggiare la relazione con lo psicologo che è un professionista, ma anche una persona con una sua individualità e soggettività, e come ben sappiamo dalla vita di tutti i giorni non sempre una persona ci va a genio a prima vista. È molto importante quindi conoscersi per testare se si viene a creare sintonia ed empatia, elementi essenziale per iniziare un percorso psicologico condiviso.
Il primo incontro solitamente è quello che preoccupa di più è quello che in alcuni casi fa emergere emozioni contrastanti. Generalmente si prova ansia perché non si ha un idea chiara di quello che ci aspetta di quello che diremo o dovremmo dire, a volte può esserci rabbia perché significa ammettere di chiedere aiuto e questo può infastidire, tristezza perché ci si sente vulnerabili, oppure si è felici di poter condividere i propri stati d’animo e le proprie preoccupazioni.
Le emozioni che proviamo sono importanti, ci informano su come stiamo in una situazione o all’idea di affrontarla. Perché le emozioni in un primo colloquio possono essere molto importanti?
Durante il consulto iniziale vi verrà chiesto di spiegare qual è la ragione che vi ha portato a chiedere aiuto, e lo psicologo potrebbe intervenire facendo domande specifiche per ottenere una visone più chiara del vostro vissuto. Non bisogna temere questo momento, ma lasciar emergere le emozioni per cosi facilitare il nascere della relazione psicologo-paziente. Ricordate sempre che vi trovate in un luogo sicuro dove non sarete giudicati ma ascoltati e sarete anche protetti dal segreto professionale.
Il primo colloquio può variare come durata solitamente avviene tra i 45 a 60 minuti.
Alcune tipiche domande dello psicologo potrebbero essere: Qual è il motivo che l’ha spinta a venire qui oggi? Quanto il suo problema interferisce con la sua vita? Quali sono le sue principali difficoltà? E così via…..
A questo punto sarete voi i protagonisti e inizierete a raccontare il vostro problema, ricordandovi sempre che dovete sentirvi liberi di esprimere quello che vi sentite, e se avrete delle difficoltà ci sarà lo psicologo a guidarvi. A seconda dell’andamento del colloquio seguiranno poi degli approfondimenti per comprendere meglio il vostro problema/disagio, ad esempio vi potrebbe essere chiesto di specificare una situazione in maniera più dettagliata o di riportare esempi concreti del problema che ritrovate nella vita quotidiana.
Prima che la seduta abbia termine vi verrà chiesta la vostra prima impressione e come vi siete trovati. Lo psicologo farà lo stesso descrivendo le sue prime impressioni; tuttavia è bene sapere che non basta un unico colloquio per aver chiaro il quadro della situazione; spesso infatti sono necessari più incontri. La definizione del problema richiede tempo e dipende da diversi fattori (la natura del problema, l’orientamento dello psicologo, la modalità con cui si approccia la situazione, etc..) ed è essenziale per fornire allo specialista gli elementi per un accurata valutazione al fine di formulare un intervento con degli obiettivi condivisi.
Un’importante raccomandazione valida sia per il primo colloquio che per quelli sucessivi: qualunque dubbio, necessità di chiarimenti, informazioni, non esitate a chiederli. E’ un vostro diritto, poiché stiamo palando della vostra salute mentale. Non abbiate timori di chiedere e prendetevi il tempo di riflettere.
Per informazioni, chiarimenti potete contattare la dottoressa Bottasini via email dr.bottasini@gmail.com o telefonicamente al numero 331-3997717
Altre informazioni le ptete trovare nella home di questo sito nella sezione Aggiornamenti
Dr.ssa Valentina Bottasini
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Quando andare dallo psicologo, è una domanda molto personale, e non esiste una risposta precisa.
Pensare di andare dallo psicologo significa dare ascolto ad un’esigenza importante ed intima. che comporta innanzitutto il prendere coscienza del prioprio stato malessere; secondariamente la difficile ricerca di un professionista valido a cui potersi affidare, tenuto conto che il rapporto tra paziente e psicologo è estremamentte personale ed unico nel suo genere. Proprio per questo spesso ci si pone i problemi riguardati disponibilità economica, tempo, raggiungibilità dello studio.
Generalmente si va da uno psicologo per diversi motivi, ma alla base vi è quasi sempre il bisogno di stare meglio e occuparsi di sé.
Nella vita ci troviamo a dover affrontare problemi di qualunque natura e dimensione. Alcune volte si possono fronteggiare questi problemi da soli o con l’aiuto della famiglia e degli amici. Tuttavia non sempre le situazioni problematiche possono trovare pieno supporto, così ci si sente comunque soli e in difficoltà. Avere problemi da risolvere porta ad una condizione di sofferenza emotiva, ed è proprio in questi casi che può essere utile rivolgersi ad uno psicologo.
Inoltre spesso, quando si parla di sofferenza psicologica spesso il senso comune porta a dire “è solo una questione di forza di volontà!”. Se così fosse, chi veramente sceglierebbe di soffrire? Spesso le persone che soffrono di un disturbi psicologico si vergognano e credono che con la volontà possono guarire, ma purtroppo non è così, “volere non è potere”.
Ci si può rivolgere ad uno psicologo quando la situazione di difficoltà e disagio deriva da eventi specifici, come un lutto, una separazione o un cambiamento improvviso, oppure quando si hanno sintomi come ad esempio ansia, panico, insonnia a non farci stare bene.
È possibile rivolgersi ad uno psicologo anche solo per la necessità di un confronto che possa aiutarci a comprendere meglio cosa ci stia accadendo. Lo psicologo può essere utile per imparare a chiarirsi le idee ed essere più sereni, per imparare tecniche specifiche per monitorare i pensieri ed i propri stati d’animo, per interpretare in modo più obiettivo gli eventi della vita.
È bene ricordarsi che il “professionista della mente” è un esperto che ha seguito uno specifico percorso di formazionee per questo offre consulenze adeguate per i disagi psicologici. Non dimentichiamo inoltre, che se la mente soffre, le conseguenze si ripercuotono anche sul corpo.
Dr.ssa Valentina Bottasini
Psicologa Clinico
Studio “Psicologo a Milano”
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